CARTA DE 16 DE SETEMBRO DE 1897- TRANSCRITA DA ORIGINAL- EM ITALIANO DA ÉPOCA
Capoeiras
16 de novembre de 1897
Eccellenza .Reverendíssima
Ecco ai piedi dell’Eccellenza l’ultimo dei suoi missionari, abbattuto e fatto bersaglio prima della sventura e poi maltrattato e calunniato dal P.Pietro Colbacchini Eccellenza un colpo adverso ..di fortuna gettó sulla miseria la mia povera famiglia , e trovandosi questa in quella tristi condizioni , al quattro aprile corrente anno , partirono da Genova i miei vecchi genitori in compagnia di uno dei miei fratelli , il quale ha moglie e sette figli , la figlia maggiore ha soli quattordici anni . Si Imbarcarono con biglietto gratuito i li aveva per il viaggio soltanto duecento lire donate queste dal molto Rev, Don Antonio Cogo Arciprete di Mason, Provincia di Vicenza.Quando furono a Rio de Janeiro invece di essere imbarcati per Rio Grande do Sul come era loro desiderio furono mandati da quelle autoritá nella provincia di Minas Gerais e dovettero rimanere .lavorando sotto un fazendero il quale appena pagava loro il necessario per vivere. Mi scrissero , narrando la loro miseria e la loro schiavitú, domandandomi nel medesimo tempo aiuto e soccorso per amore di Dio. Di più , in quei dintorni infuriava la febbre gialla, e dove restarono c’erano tanti insetti che non li lasciavano né giorno né notte . Erano tanto tormentati che i loro corpi erano diventati tutta una piaga. Testimone oculare del loro stato é il padre Marco Simoni. Sapendo questo scrissi al P Pietro che era da me lontano , facendogli capire anche le lettere , domandando licenza di andare a prenderli. Mi rispose che dal conto suo non me permetteva mai ;vuole peró che andassi da lui . Mi fece una lettera da portare alla direttoria della Colônia. La prese senza dire nulla e spinto anche dal padre Serraglia e dal vicario de Alfredo Chaves Don Matteo Pasquali , parti lo stesso ai due de luglio e tornai ai otto di settembre, Noti peró che se tardava ancora una ventina de giorni , non potevano più partire , perché terminava il tempo concesso dal governo ai coloni per la scelta .della loro dimora, .passato il quale i coloni non sono piu padroni di cambiare luogo...Prima di partire dalla Capoeiras trovai in prestito 400 mila reis pari 320 lire italiane e non bastando queste per le spese di viaggio , altri 500 mila reis ,pari .lire 400 italiane , ne le mandó i miei compagni di San Paolo -Ipiranga così, ´potrei trasportare la mia famiglia fino a Porto Alegre. I miei genitori , il padre con ottant'anni e la madre con 70, li ho lasciati al San Giovanni Montenero, ai due settembre in buonissima salute non potendo condurli in Colônia a causa del cattivo tempo e della strada impraticabili , io parti lo stesso camminando tre giorni sotto una pioggia torrenziale , e aveva con me il fratello con cinque figli. Se dico il vero , Eccellenza fu proprio provato le pene del purgatorio , per non dire quelle dell’inferno. Pacienza son arrivato , non in buona salute ma almeno ancor vivo. Ho fatto questo per mancanza di mesi per vivere . Questi eccessi mi hanno proprio sconcertato tutto l'organismo , e avendo avuto una .artrite a Piacenza ora dopo queste prove ho le ossa indolorite , anzi non potrei fare viaggio. Le dico questo perché prima di partire di San Paolo -Ipiranga i miei compagni di là mi pregarono di ritornare a loro, dicendomi che faranno a Vostra Eccellenza relativa domanda. Ma sì .caso per ora mi imponesse in voti di santa obbedienza di andare , non potrei farlo , per ragioni di salute. Apena tornato il P.Pietro mi scrisse una lettera ingiuriosa e calunniatrice , avvertendomi che non mi vuole piu sotto la sua autorità. |Mi disse di aver scritto a V.Eccellenza e al Monsenhor Vescovo di Porto Alegre e che io intanto aspettasse la decisione di mia sorte dai miei superiori. Io sono imputato dal Colbacchini di due enormi delitti , il primo che senza sua esplicita licenza parti , sono andato a liberare dalla schiavitu e dalla miseria i miei vecchi genitori . Il secondo , perché son ben venuto dai coloni , e preferito a lui. Che colpa ne ho io , se la mia famiglia si trovava e si trova nella più squallida miseria? Quale colpa , se i coloni mi vogliono bene e mi preferiscono senza alcun merito , a lui? Queste sono le mie mancanze .egli poi ne aggiunge dalle altre da lui inventate , e ne sono testimoni tre vicari di questi dintorni : Don Giovanni ..Fronquetti.di Contedeo., Don Giovanni Menegotto , di Bento Gonçalves , Don Matteo Pasquali di Alfredo Chaves senza contare poi le .migliaia di famiglie , le quali sono disposte a testimoniare a mio favore.Questo benedetto uomo .del Colbacchini non so proprio come prenderlo .Sempre me calunnia e dice: che io dico male di lui , mentre non é vero. E va ..dai coloni e dice: che sono io a causa perché tratto familiarmente con loro. Fu anche minacciato mentre io ero a Porto Alegre e dice che la causa sono io. Mi ha fatto chiamare del vescovo imputando che non pago le tasse prescritte. Dice che non so la morale , e dovete fare gli esami . Confratelli di questa qualità non mi vanno bene. In quanto poi che il P.Pietro quando furono presentato ai coloni , cioé presentato la prima volta con una area da Gran Sultano dei Tartari e poi vuole che ne dicono bene. Monsenhor Vescovo di Porto Alegre , poi me acolge con caritá , e dopo di aver sentito non da me ma da coloro che mi accompagnarono come stanno le cose me rimandò al mio posto , imponendo a Don Pietro di lasciarmi in pace .col dire:”-voi mancate di caritá con i vostri dipendenti.”.Queste son cose che a me non piacciono . Se questo benedetto uomo mancasse qualche volta di caritá , ma manca di creansa e di civiltà.. Ho quarantasei anni , a quattordici ho lasciato la scuola per mancanza di mesi , sono andato a guadagnarmi il pane in casa altrui. vissi con ogni sorta di individui ma non ho mai incontrato .originale simile. Ha detto a alcuni coloni il P.Antonio Seganfreddo assolutamente lo voglio via del territorio di Alfredo Chaves , e sarà anche scacciato dalla Congregazione , sarà richiamato in Italia e non. porrá mai i piedi in America. . Le avró concesso dei delitti , i miei superiori avranno ragione di far questo , altrimenti non lo potranno fare ;giusto la condizione parta da me ancor prima dei voti. e acetta della V.Eccellenza .queste non le con proprie parole : non ho nessuna difficultá per fare i voti perpetui , ma siccome che io ho viaggiato tanto al lungo della mia vita domando di essere mandato nel territorio di Alfredo Chaves , e la terminare miei giorni, senza esser rimandato altrove. Tutto fu combinato ora per accontentare un. incontentabili , credo che i Rev miei superiori non lo faranno. Io peró merito tutti i disprezzi , e merito di essere messo nel ultimo posto perché ..non sono buono a nulla , servo inutile, un povero miserabile , mancante di tutte quelli doti e virtú necessarie per svolgere ..il sublime officio missionario . Infatti P.Pietro dice che non ho vocazione e per questo dice :che restaró senza le mie fatiche e il mio ministero. é senza frutto. Ed io francamente risposi : : che il bene non fa rumore e il rumore non è bene. Il bene se fa coll’aiuto di Dio , e quando vuole Lui , e nel modo che a Lui piace .Eccellenza dietro il giudizio del P. Pietro voi .dovrebbe scacciarmi. Mi scacciate pure Eccellenza lo merito. Lo avró meritato per aver .usato di cattivo comportamento verso il mio superiore locale , e per aver mancato di tutte quele gentileze e riguardi che…merita il P.Pietro, Ma dico .che con malizia non fu mai mancato dei dovuti rispetti. Dio mi é testemonio . I disprezzi e le ingiurie le sopporto in santa pace , ma le calunnie non posso perché ho aiutato la mia povera famiglia , e devo ancora aiutarla almeno fine del primo raccolto . Ho .fatto conto di tutto ciò che ho speso per loro,e ..conto di quello che spenderó per il aiuto in .questa circostanza ..quando sara accomodata nel terreno , essa sarà in ..breve tempo in graddi di fare la restituzione di tutto. ciò che ha ricevuto da me .Avrò fatto male ma in estremis omnia bona fiut communia. Mi perdoni Eccellenza….mi benedica mi raccomandi a Dio perche ne ho proprio bisogno.
Rispettosamente le baccio il sacro anello implorando la sua pastorale benedizione.
Saro dell'Eccellenza umile figlio.
P.Antonio Seganfreddo.
corrigida por Alessandro Seganfreddo
Fonte: Arquivo da Congregação de São Carlos-Roma
Osservazione:
Non è scritto nell'italiano che useremmo oggi. Sebbene sia perfettamente comprensibile per un madrelingua, è quello che definiremmo italiano formale tardo-ottocentesco (o italiano burocratico-ecclesiastico del XIX secolo).
in estremis omnia bona fiut
communia - Tutti i beni diventano comuni in caso di estrema
necessitá
Questa lettera l'ho scritta
conforme il nostro antenato missionario scalabriniano padre Antonio
Seganfreddo la ha scritta con le
medesime parole e puó essere che non le
sia più in usanza nei giorni attuali. Anche devo dire che può essere qualche
sbaglio visto che lui era ammalato.

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