sexta-feira, 3 de abril de 2026

CARTA DE 3 DE AGOSTO DE 1900-

 

Carissimo e amatíssimo mio buon confratello padre Faustino

Capoeiras, 17 setembbre 1903

 

Ho ricevuto la vostra  carissima e desideratissima del 27 agosto scorso . Vi ringrazio e grazie mille  vi rendo delle cartoline che avete spedito , con i ritratti dei miei vecchi compagni e confratelli di San Paolo . Grazie e tante grazie ed il buon Dio vi dia per questo gran favore che mi avete fatto la ricompensa.

Le vostre occupazioni  fatiche e sacrifici son certo che devono essere di un peso enorme e quasi insuperabili ma coraggio carissimo confratello .Iddio  vi aiuterá e tutto andrá bene in cammino . L’opera di cui siete il Retor é delle più sublimi , dei  orfani tu eri adiutor e anche qui ci sono preoccupazioni e fatiche e sacrifici senza numero , peso e misura.

Immaginate un territorio dove abitano più del seicento famiglie e per visitarle piú lontano dalla sede devo impiegare un giorno a cavallo, per strade impraticabili , o meglio, sentieri all'interno di selve vergine, dove ci sono valloni , precipizi corsi d'acqua , paludi , rii e senza ponticelli. Ora però le strade sono un po migliorate , fatto qualche opera ,ma ancora  si trovano in un stato orrendo, non mi fido di stare a cavallo , cammino a piedi anche tre o quattro ore di seguito. Prudenza  camminare a cavallo per sentieri di un palmo di larghezza dove ci sono precipizi e valloni che si aprano a cento e più metri di profondità . ha un bell ordinare il superiore , ma molte volte non si può obbedire. Mi disse”- faccia   di meno di andare. Vada una volta all'anno ! E  quei  poveretti abbandonati , e gli ammalati devono essere privi dei conforti della religione?  Iddio mi ha sempre aiutato e nulla di sinistro mi è accaduto., eccetto  qualche  pó di  paura .Da un mese fui chiamato per un povero giovane malato e moribondo del tetano , arrivai ai rio che era in fiumana ed un ora e piu di notte, passai in canotto a chiarire di un  fenale , raccomandandomi l’anima , promovendomi i brividi pel timore che la corrente portasse via un qualche albero e che travolgesse il canotto  e diceva “ -Povero Barba Toni, questa é a volta che vai a Porto Alegre sensa barca”.

Fui contento poi, perché ho recato una grande consolazione all'ammalato , e alla famiglia desolata, era figlio unico di due poveri vecchi , ed il loro sostegno.

3-  una località chiamata Turvo dove vivono trecento famiglie chiuse in due rii Turvo e Plata, e per andare in visita devo passare il rio Plata in un canotto, e non trovandolo, a guado.

Le strade poi sono abbandonate e nessuno si occupa. I coloni aspettano l’aiuto del governo e questo non viene mai, e intanto il peggio tocca al povero missionario. Il Padre Pandolfi si fermò un anno in quella località, e come diceva lui, a far penitenza per i suoi peccati.

 Il P. Serraglia vi andò una volta e non volle più andare, così tocca a Barba Toni.

Delle seicento e più famiglie, duecento circa sono polacche, alemanne e brasilere; e quest’ultimi vivono di pastorizia nelle praterie, e queste sono lontane dalla sede, ossia del  terreno boschivo a 14 chilometri dalla medesima sede.

. Nelle praterie con licenza Obisbo hanno costruito due cappelle con i loro cimiteri; una terza verrà costruita fra breve.

Al campo poi la popolazione è mista; ci sono tanti italiani e vado a visitarli ogni due o tre mesi; per gli informi si sono sempre quando occorre.

Di tutte le difficoltà che c’è qui, la maggiore è quella del passaggio al rio Prata. Devo passare in cinque luoghi... I° a cavallo, ed in tempo di fiumana l’acqua giunge alla sella, riempiendo le saccocce del Cavaliero, col pericolo di essere trascinato dalla corrente, la quale è rapidissima.

Questo terreno è un altopiano, dal livello del mare 860 metri, e per tale posizione, i rii hanno più cascate anche di 20 metri, conseguenza della rapidità della corrente, e pericolosi  passaggi. Il Padre provinciale nel tempo in cui fui ad Alfredo Chaves mi diede un giorno una solenne lavata di capo, poiché aveva saputo che con la tonaca  e i paramenti in spalla avevo passato a guado il rio  Plata.; e mi proibì severamente.

E come fare ad obbedire? Il rio  è di 25 ai 30 metri e per andare al porto dovrei impiegare per lo meno 4 ore di cammino..

Ho buona salute son lontano dei altri. Però siamo in buonissima armonia ed in continua relazione.,Essi  vano a altri luoghi in missione ed io a questo immenso territorio. .

Sono  vostro  confratello

P.Antonio Segamfreddo

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